Ciao e benvenuto a questa nostra incursione semiseria nel mondo dell’arte, d’altronde noi barbabietole adoriamo l’arte in tutte le sue forme.

Andrea: Partiamo subito con il parlare dell’artista, come “nasci” artisticamente?
Michele: Ho una formazione “classica” studiando all’Accademia di Belle Arti in Venezia e poi vari corsi e vari viaggi per “apertura mentale”

A: Sei di Venezia o uno di quei tanti emigrati dalla terra ferma per motivi di opportunità?
M: Son un veneziano acquisito spostandomi dal territorio patavino verso la laguna

A: Io mi sento giovanissimo, tu sei ancora giovane artista?
M: …e chi non lo è? Penso che la stessa artista parigina Louise Bourgeois all’età di 98 anni si sentiva una ragazzina dell’arte

A: Spritz? Perché noi barbabietole ne facciamo un baluardo dei nostri momenti di aggregazione, infatti si chiamano Sugarspritz.
M: SPRITZ?!? Con un liquore a base di foglie di carciofo e infuso di 13 erbe e piante, dal sapore dolce-amaro e dal colore ambrato scuro ovvero spritz al cynar

A: Domanda a trabocchetto, chi sono i tuoi modelli artistici?
M: Modelli? Mica faccio figurativo o la scuola libera del nudo!

A: Ma veniamo al dunque, perché THIS IS NOT e perché dopo così tanto tempo? Ti eri perso per le calli?
M: Diciamo che come tanti artisti della mia generazione (anni ’70) ci si può perdere in un turbinio del non-sense…ma poi si recupera e perchè non ricominciare con THIS IS NOT

A: Vedo che la promuove Nuova Icona un nome che a Venezia, precisamente Giudecca, è sinonimo di qualità da tanti anni, come ci sei arrivato?
M: Meditando

A: Leggendo il comunicato stampa mi sono immerso in calcoli algebrici, io non riesco neppure a fare il calcolo dell’IMU, questa paranoia è esplosa mentre bevevi il tuo Negroni in campo o un’esigenza?
M: Visto che mi sarebbe sempre piaciuto avere anche una velleità scientifica, mi son intrippato a dare i numeri

A: Penso che a questo punto dovremmo tutti venire in massa a vedere cotanta mostra, ma la vernice quando è, soprattutto esattamente dove?
M: La vernice si terrà giovedì 13 settembre alle ore 18:30, la galleria è Nuova Icona sita in Giudecca a Venezia, fermata vaporetto Palanca

A: Ultima domanda, c’è da bere?
M: mi stai prendendo in giro vecchio? Certo bollicine per rendere la vernice frizzante!

A: E’ stato veramente un piacere intervistarti, dimenticavo prima dei saluti lasciaci con la tua frase preferita
M: Scriverò una mia metafora: “l’arte è come una droga, ti disintossichi ma dopo hai bisogno della tua dose”

Di seguito il comunicato stampa e il link per l’evento Facebook

EVENTO FACEBOOK

Vernice 13 settembre ore 18:30
13.14.15 settembre 2012
orari 16:00/20:00

Nuova Icona Cultural Association
454 Giudecca – 30133 Venice – Italy
t/f 0039 041 5210101
e-mail info@nuovaicona.org

Questa serie di lavori di Michele De Marchi sono legati al Quadrato figura geometrica con quattro lati.
La struttura quadrangolare rappresenta la squadratura della materia, ovvero la regolarizzazione
di quanto per sua natura sarebbe rimasto informe e caotico.
Il quadrato (come il Rettangolo o Quadrilungo, che ne costituisce una variante simbolica) è simbolo di definizione e di delimitazione. Esso rappresenta il modello del recinto sacro (Tempio), fondamento della congiunzione
dei quattro simbolici punti cardinali, nonché sulla simmetria dei lati opposti.
Il quadrato è il simbolo della terra, in opposizione al cielo, simboleggiato dal cerchio; ma è anche,
ad un altro livello, il simbolo dell’universo creato (terra e cielo), in opposizione al non-creato e
al creatore, quindi è l’antitesi del trascendente.
Il quadrato è una figura antidinamica, ancorata sui quattro lati, rappresenta l’arresto o l’istante isolato.
Il quadrato implica un’idea di stagnazione e di solidificazione e di stabilizzazione.
La simbologia del quadrato e quella del numero quattro sono spesso associate; la formula Pitagorica 1+2+3+4=10 è la circolatura del quadrante e l’inverso 10=1+2+3+4 esprime numericamente la divisione quaternaria del cerchio, cioè il problema ermetico della quadratura del cerchio concepibile come massima perfezione umana.
Per questo motivo l’artista De Marchi ha voluto esporre 10 opere quadrate, il gioco è un rimando a René Magritte con il suo famoso dipinto: “Ceci n’est pas une pipe” più che un quadro un rebus. O un trattato filosofico. O una riflessione che gioca molto seriamente con i meandri del linguaggio, sulla tela un’immagine dipinta in modo così verosimigliante da non lasciare dubbi. Rappresenta sicuramente un oggetto chiamato pipa.
Una didascalia da abbecedario afferma però che no, Ceci n’est pas une pipe.
Il testo di Magritte è doppiamente paradossale. Si propone di nominare ciò che, evidentemente, non ha bisogno di esserlo (la forma è troppo nota, il nome troppo familiare); ed ecco che nel momento in cui dovrebbe dare un nome, lo dà negando che sia tale. La didascalia contesta dunque il criterio di equivalenza tra somiglianza e affermazione e afferma che la pipa del quadro è solo la rappresentazione di un oggetto tangibile che non ha niente a che vedere con essa.
Il messaggio di Magritte è in fondo abbastanza chiaro, ovvero: attenzione, rappresentazione non significa realtà, l’immagine di un oggetto non è l’oggetto stesso! La pipa del quadro non si può fumare così come le mele delle nature morte non si possono addentare…
L’artista così riprende questi concetti con un linguaggio pubblicitario e industriale, negandosi la facilità del colore e optando per un più astratto bianco su bianco o nero su nero;
la tematica spazia dagli oggetti quotidiani alle grandi icone della cultura di massa; lo stesso utilizzo della tecnica (adesivi vinilici su forex) volta le spalle a quella che è considerata la tecnica artistica tradizionale.
THIS IS NOT non è altro che un concetto che nega se stesso, giocato con le forme e la loro definizione, una piccola ossessione dei nomi e delle “cose”.

Vittorio Urbani

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