Il dato sulla lettura italiana può sembrare disastroso, ma se lo confrontiamo con il livello di analfabetismo e di analfabetismo di ritorno del nostro paese le cose cambiano

Solo il 46% degli italiani legge almeno un libro all'anno? E' un dato strepitoso!La settimana scorsa è circolato il primo rapporto sulla promozione della lettura in Italia da cui sono risultati dati all’apparenza sconfortanti: dall’indagine realizzata a cura dell’Associazione Forum del Libro su incarico del Dipartimento per l’Informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri emerge infatti che soltanto il 46% degli italiani ha letto almeno un libro nel 2012.

Vale a dire che la metà del paese non legge nemmeno un libro all’anno. Eppure ci sono in Italia più di mille festival letterari all’anno (uno lo facciamo anche noi di Sugarpulp ed è il più bello di tutti, che ve lo dico a fare…), la promozione culturale è vivacissima, ecc. ecc.

Tutti si sono lanciati in analisi approfondite del dato suggerendo soluzioni di ogni tipo, tutti ad incolpare la scuola perché non trasmette nei giovani l’amore per la lettura e via andare.

Sinceramente mi sembra che si sia perso completamente perso di vista il problema: la scuola non ti dive insegnare ad amare la lettura o la narrativa, la scuola ti deve insegnare a leggere. E questo in Italia non viene fatto abbastanza bene se è vero che, come emerge dai dati Ocse sull’alfabetizzazione citati dal Prof. Tullio De Mauro in una lunga e interessante intervista pubblica su Il Mulino (qui un lungo estratto), il dato italiano è da terzo mondo: 

«[…] Un 5% della popolazione adulta in età di lavoro non è in grado di accedere neppure alla lettura dei questionari perché gli manca la capacità di verificare il valore delle lettere che ha sotto il naso. Poi c’è un altro 38% che identifica il valore delle lettere ma non legge. E già siamo oltre il 40%. Si aggiunge ancora un altro 33% che invece legge il questionario al primo livello; e al secondo livello, dove le frasi si complicano un pò, si perde e si smarrisce: è la fascia definita pudicamente ”a rischio di analfabetismo”. Si tratta di persone che non riescono a prendere un giornale o a leggere un avviso al pubblico – anche se è scritto bene, cosa tutta da vedere e verificare. E così siamo ai tre quarti della popolazione…».

Ci rendiamo conto di cosa stiamo parlando? Di fronte ad un dato del genere sapere che il 46% degli italiani legge almeno un libro all’anno è un risultato strepitoso dato che siamo di fronte ad un Paese in cui circa il 75% della popolazione non è in grado di leggere o di comprendere concretamente un testo scritto.

E allora forse gli insegnanti delle scuole primarie dovrebbero fare un esame di coscienza perché qui siamo alla sbando vero: che senso ha parlare di “amore per la lettura” quando le persone non sono nemmeno in grado di leggere?

Solo il 46% degli italiani legge almeno un libro all'anno? E' un dato fantastico!Gli insegnanti delle scuole secondarie possono fare l’impossibile ma se si trovano di fronte a persone che faticano a leggere la sfida è persa in partenza, sarebbe come pretendere che una persona si appassionasse alla musica mettendogli un violino o una chitarra in mano senza però avergli nemmeno insegnato a leggere uno spartito.

Basta scaricare le responsabilità sulla scuola, sugli insegnanti, sulla televisione, sui telefonini o su internet: c’è un problema di fondo strutturale che è drammatico in questo Paese, e non è tanto l’amore o la passione per la lettura, ma la capacità di leggere e per iniziare a contrastare questa piaga bisogna lavorare duro a livello di asili nido, scuole materne e scuole primarie.

Un problema di queste dimensioni è strutturale, endemico, non è risolvibile con la buona volontà dei singoli o con iniziative sporadiche di volenterosi, va affrontato alla base con un’azione politica vera, concreta, programmatica. Lo so che in questi giorni parlare di queste cose può sembrare fantascienza ma l’alternativa è andare incontro ad un futuro in cui saper leggere sarà un’attività di nicchia.

Ecco perché, nonostante tutto, sapere che il 46% degli italiani legge almeno un libro all’anno mi sembra un dato favoloso!

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  • Lucullo4ever

    ..infatti , secondo me , nel calcolo hanno inserito anche la lettura dei quotidiani sportivi (non solo romanzi o saggistica) . Deliberatamente.

    • Giacomo Brunoro

      Mettono dentro tutto tranne i fumetti, perché in Italia leggere la Gazzetta va bene, leggere un fumetto è una tragedia culturale…

  • EliGipsy

    “E allora forse gli insegnanti delle scuole primarie dovrebbero fare un esame di coscienza…”

    Non sono d’accordo. Allora forse i genitori dovrebbero interessarsi dei figli in età scolare, e preoccuparsi che questi leggano e continuino a farlo. A che serve che una maestra elementare si danni l’anima per insegnare a una classe di 30 bambini (trenta bambini…) a leggere, se arrivano a casa da scuola e li si piazza davanti a tv e consoles varie? O se poi, da giugno a settembre, non toccano libro né giornale? È ora di smetterla di dare colpe alla scuola, a mio avviso, ed è ora che anche i genitori inizino a farsi esami di coscienza.

    • Giacomo Brunoro

      EliGipsy scusa ma non sono d’accordo: un insegnante è pagato per insegnare a leggere e a scrivere a un suo alunno. Punto. Se poi fuori dalla scuola questo non apre libro affari suoi.
      Non sa leggere bene? Lo si boccia in prima elementare. E lo si boccia di nuovo se non ha imparato neppure l’anno dopo. Solo così le famiglie possono venire responsabilizzate. Un genitore, se lo ritiene valido, ha tutto il diritto di piazzare suo figlio davanti alla tv tutto il giorno: è una sua scelta (o non scelta), ma non sta qui il punto della discussione.

      E questo vale per tutte le materie: non sai rosa-rosae? Bocciato. Non sai fare 2+2? Bocciato.
      Ma purtroppo viviamo in un paese in cui se bocci un ragazzo alle superiori i genitori ti denunciano, quindi a volte mi domando anch’io di cosa stiamo parlando….

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