Da Spiderman in poi i supereroi sono usciti dai fumetti per invadere le sale cinematografiche di tutto il mondo, e non hanno nessuna intenzione di fermarsi

Tutto cominciò nel lontano 2002, le torri gemelle erano appena cadute e, dopo essere state prontamente cancellate dal film (in puro stile USA: “bisogna stare sempre sul pezzo”), fece la sua comparsa, nei cinema di tutto il mondo, il primo cine-comic contemporaneo: Spider-Man (anche se per correttezza bisognerebbe citare X-Men, del 2000, ma l’impatto economico, in termini di box office, e l’impatto mediatico della pellicola diretta da Sam Raimi risultarono nettamente superiori).

Supereroi al cinema: la diga è crollata, tutto è investito

Da quell’anno in poi i film sui super eroi, dai grandi poteri e dalle grande responsabilità, iniziarono a colonizzare il cinema. In pochi anni le sale cinematografiche si riempirono di grandi e piccoli spettatori affascinati dal ritrovare sul grande schermo i loro supereroi preferiti. Ed ecco sfrecciare, combattere, volare, arrampicarsi, soffrire e rialzarsi i vari Spider Man, Iron Man, Thor, Capitan America, Hulk, Batman, X-Men, Superman, eccetera eccetera.

Con un ritmo serrato, da far invidia alle migliori catene di montaggio, in poco più di dieci anni, le sale cinematografiche si sono riempite di circa 40 film sui super eroi (o tratti da fumetti). Una media di circa 3 film all’anno con introiti economici da far impazzire anche il buon Jack Nicholson (che pazzo non era) in Qualcuno volò sul nido del cuculo.

Supereroi al cinema: la diga è crollata, tutto è investito

Il concetto che si vuole mettere in luce qui, non è tanto la bontà o la mediocrità delle varie pellicole, più che altro si vuole mostrare come il genere dei comic-film (inserirli in un genere è davvero impresa ardua: fantascienza? Azione? Fantastico?) abbia contaminato altri generi.

Come una diga che crolla e fa confluire a valle ogni cosa, allo stesso modo i comic-film sono riusciti a colonizzare e a influenzare se stessi e altri generi. Facciamo un salto in avanti e andiamo al 2012, precisamente dieci anni dopo dall’uscita del primo Spider Man (made Sam Raimi).

E’ fine luglio negli Stati Uniti, fa caldo, l’aria ti si appiccica addosso e non tira un filo di vento. Nelle sale cinematografiche esce The Dark Knight: Rises, si porta a casa un miliardo di dollari in tutto il mondo e si grida al capolavoro. Tutto finito qui? Oppure c’è dell’altro? The Dark Knight: Rises può considerarsi come un oggetto a sé stante o, invece, ha dato vita ad un reflusso di concetti e idee che sono stati riproposti, sotto vesti differenti, in altri film? In sostanza, ha influenzato altri generi e altri film? E, inoltre, altri comic-film hanno influenzato il cinema contemporaneo?

Andiamo con ordine. La base della struttura narrativa di The Dark Knight: Rises è incentrata sulla caduta dell’eroe e sulla sua rinascita in una Gotham City ad un passo dalla distruzione.

Qualche mese dopo l’uscita del terzo capitolo della trilogia di Christopher Nolan, ecco arrivare sugli schermi di tutto il mondo un film che coi fumetti ha ben poco da spartire: Skyfall, ventiquattresimo capitolo delle avventure di 007. Salutato da un successo internazionale e balzando in poco tempo al primo posto tra gli 007 che hanno guadagnato di più nella storia del cinema, Skyfall racconta la caduta e rinascita dalle sue ceneri dell’agente James Bond.

Supereroi al cinema: la diga è crollata, tutto è investito

Ed ecco le prime avvisaglie della “contaminazione”, con la sua caduta e rinascita, Bond appare sempre più similare a quei supereroi torturati e tormentati, protagonisti di molti comic-film contemporanei. Personaggi cupi e feriti in un mondo decadente.

Le similitudini non si fermano qui. Se si analizza più in profondità la pellicola si nota come i debiti nei confronti di The Dark Knight: Rises e con la trilogia tutta di Nolan siano numerosi. Il villain Silva (interpretato da Javier Bardem), un folle terrorista sfigurato, ricorda molto sia il Joker di Heath Ledger che il Bane di Tom Hardy. L’attacco terroristico alla città ricorda l’attacco a Gotham City, compresa la fuga nei sotterranei della città da parte delle forze dell’ordine. E, infine, Skyfall, il castello (dunque l’infanzia) di James Bond, che in pochi attimi, sul finire della pellicola, diventa la reggia Wayne, con tanto di caverna nascosta.

Il risultato di questa mescolanza viene celebrato sia dal pubblico che dalla critica, facendo di Skyfall uno dei capitoli più apprezzati di tutta la saga dell’agente 007.

Ma, siamo di fronte ad un caso isolato o al contrario l’influenza dei comic-film sta realmente avvenendo? E, cosa ancor più importante, bisogna preoccuparsi di questa sorta di “fumettizzazzione” del cinema in senso ampio?

Supereroi al cinema: la diga è crollata, tutto è investito

Rispondere alla prima domanda non è difficile. Infatti, il caso di Skyfall non è l’unico esempio all’interno del cinema contemporaneo. Solo nell’ultimo anno gli esempi sono numerosi: da Chronicle (in cui un gruppo di ragazzi scopre di possedere super poteri, dopo essere entrati in una grotta sotterranea) a La leggenda dei cacciatore di vampiri (dove Lincoln, ahimè avete letto bene, prima di diventare presidente degli Stati Uniti, è un cacciatore di vampiri stile Van Helsing) o ancora: Jack Reacher (super eroe tormentato senza super poteri, in cerca di vendetta), Looper, L’uomo con i pugni di ferro, Flight, più recentemente, Elysium e, addirittura, un cartone animato per i più piccoli come Turbo (in cui il protagonista principale, una lumaca con il sogno della velocità acquista dei super poteri cadendo nel motore di un auto da corsa).

Tutti protagonisti incarnano l’idea del super uomo/super eroe, torturato e decadente, che riesce in imprese impossibili. Gli esempi fatti sono solo alcuni appartenenti all’ultima stagione cinematografica. Ora la domanda sorge spontanea: bisogna preoccuparsi di tutto ciò?

La risposta non è semplice. Infatti, tale “fumettizzazione” rischierebbe di far diminuire l’appeal, a lungo andare, nei confronti di un determinato genere e, conseguentemente, l’interesse da parte del pubblico, che ritroverebbe sempre le medesime trame e intrecci narrativi riproposti con piccole variazioni.

Supereroi al cinema: la diga è crollata, tutto è investito

Eppure ad oggi, a livello di incassi e di marketing, tale impostazione non presenta alcun punto debole dunque si continua a produrre, in serie e nel breve tempo possibile, altri e altri cine-comic, d’altronde le fonti d’ispirazione (i fumetti) non mancano di certo.

Se tutte queste possono sembrare semplici ipotesi di un futuro più o meno lontano, l’unica certezza è che oramai la diga è crollata e le influenze in altri generi cominciano a rendersi visibili. D’altronde, la società contemporanea è dominata dai mercati economici, dunque finché il cine-comic rappresenterà una modalità d’investimento che permette alti incassi e ottimi profitti, la prospettiva non cambierà. Con buona pace dei Nerd più accaniti, che ne vogliono ancora ancora e ancora, e dei critici più intransigenti, che non riconoscendo nei cine-comic un sistema intermediale innovativo (almeno per il cinema) rischiano di continuare a isolarsi sempre di più dalla realtà e dai gusti del pubblico.

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