Se Jason Starr è lo psicologo noir della condizione contemporanea, Niente di personale – non c’è che dire – è una bella seduta. Un thriller-noir psicometropolitano

Niente di PersonaleTitolo: Niente di Personale
Autore: Jason Starr
Editore: Meridiano Zero
PP: 252
Prezzo: euro 13.50

Jason Starr, con Niente di Personale si insedia nel mio personale olimpo degli abili, abilissimi, perturbatori della quieta coscienza dell’occidente contemporaneo.

A costo di essere ripetitivo, anzi, per necessità di essere ripetitivo, ancora una volta ringrazio il grandioso Mauro Falciani, ll Libraio del noirhardboiledpulp per eccellenza, che d’imperio mi ha fatto conoscere anche Starr, mandandomi prima Cattivi Pensieri a Manhattan tra i libri da lui scelti in un mio ordine.

Da lì la folgorazione, l’ennesima, per questi autori americani che mi attraggono come magneti. E così un nuovo ordine di libri, con tutti i testi di Jason Starr, tra cui questo Niente di Personale.

Starr è newyorkese e New York è la quinta scenografica in cui vanno in scena i personaggi dei suoi romanzi. E lo spettacolo che mettono in scena questi personaggi, come succede nei romanzi veri, è uno solo: la vita.

Ma se la vita narrata nei classici noir o hardboiled è la vita ruvida, aspra, sporca, in Niente di Personale il copione è un altro. Dimenticatevi gli odori, il sangue, le budella, le salsicce rosolate per le strade di Harlem, i soldi neri e i ladri bianchi di un gigante newyorkese di genere come Chester Himes.

Con Jason Starr è come se una mano possente prendesse la nostra testa e ce la ficcasse con delicata violenza in una vasca piena della torbida acqua in cui la vita – nel simbolo sempre sfavillante del mito occidentale, New York – sguazza.

La scrittura è sottile, come il cinico umorismo di cui il libro è impregnato. La violenza è anodina, impalpabile, fatta di una micidiale mistura di perbenismo, ipocrisia, disperazione, infantile irresponsabilità di adulti irrisolti, lussuria e avidità.

La storia è un intreccio tra la vita di due coppie di mariti e mogli: Joey De Pino e la moglie Maureen e David e Leslie Sussmann.

I primi sono spiantati, a causa di Joey, che è un giocatore d’azzardo tanto incallito quanto perdente, ostaggio di una folle (e spietatamente comica) compulsione a scommettere su ogni cosa, che scommette anche con tre o quattro nomi falsi, finendo sul libro nero di allibratori portoricani.

David, invece, è un pubblicitario di successo; tipico esemplare di maschio integrato, ricco e viziato della middle class della Grande Mela: ha una moglie magra con grandi tette che di mestiere fa shopping, una brava e bella figlia, un appartamento a Manhattan. E un’amante americana di origine cinese, la giovane Amy Lee, a cui promette amore eterno in preda all’estasi obnubilante di un orgasmo clandestino.

Le due coppie sono unite tra loro dall’amicizia delle due donne, nata nella giovinezza e mai abortita. Ma i due uomini si disprezzano vicendevolmente: Joey invidia la solida posizione di Davide e David non tollera quell’indolente e fallito scommettitore di cavalli e palle da basket. Ma il vortice discendente in cui la storia risucchia le esistenze di questi uomini mescolerà cinicamente le carte.

Tra i ricatti di Amy Lee, le botte degli allibratori, i rapimenti sconclusionati dell’erede Sussmann da parte di un disperato Del Pino, dall’emancipazione di Maureen e dalla depressione di Leslie, passando per la cordigliera di menzogne che trascina a picco David, la storia scolpisce il mutamento dei destini. Le certezze fragili dei ricchi crollano e le solide disperazioni degli spiantati si dissolvono, cambiando le prospettive.

Un gran libro. Bella trama, ottima tensione, scrittura affilata, ironia tagliente sono gli ingredienti. E una continua perturbazione di un fittizio “ordine costituito”, fatto di introspezioni e contraddizioni della quotidianità complessa in una metropoli come New York, è la cottura di Niente di Personale.

Starr è bravo. Parecchio. Ed è, un po’ come Crumley, un moralista immorale. La stolida arroganza dei suoi personaggi, il costante potere distruttivo della menzogna, l’asfissiante compressione del ricatto, così presenti (soprattutto nei personaggi maschili) ammoniscono con tagliente indifferenza a cercare sempre di discernere tra ciò che è giusto e ciò che non lo è, tra verità e inganno, tra il buono e il cattivo.

Ma per capire quanto è bello Niente di Personale non dovete leggere le mie opinioni. Dovete comprare il libro. E divorarlo.

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  • Matteo Strukul

    Starr è un fenomeno e bene hai fatto Jerk a recensire questo romanzo che è straordinario. Sono felice di aver lavorato a Meridiano Zero quando Starr è stato pubblicato, purtroppo – nonostante gli infiniti sforzi come Ufficio Stampa – non sono riuscito a fargli ottenere il successo che meritava. Una vecchia storia. Però ci sta, anche Lansdale quando è stato pubblicato la prima volta non ha spaccato in Italia ci sono voluti altri 10 anni… ecco io credo che ormai Starr sia pronto per sbarcare in Italia in grande stile, se vai sul sito inglese di Sugarpulp vedrai che ho recensito il suo ultimo romanzo con i lupi mannari che ha proprio tutto quello che hai detto tu su su “Niente di personale” con in più i licantropi, ma fidati che le belve non rovinano nulla anzi aumentano il fascino delle storie di questo autore incredibile. Mi batterò alla morte per far pubblicare la sua nuova saga qui in Italia, ci sto già lavorando e voglio portarlo in Italia, proprio come ho fatto insieme a Sugarpulp con Gischler, Willocks, Deaver e Lansdale!

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