Rispetto, valore sbiadito a una fermata dell’autobus, un nuovo articolo di Timothy Dissegna per SugarDAILY, il blog di Sugarpulp

La scena che mi si é presentata davanti è la seguente: una giornata autunnale, fredda e con il cielo occupato tutto con nuvoloni neri, pronti a riversare quaggiù la loro piovosa ira. Ora di pranzo, tappa conclusiva di una giornata di scuola come tante. Le strade della città cominciavano a riempirsi sempre più di studenti diretti verso casa.

Ero andato a prendere l’autobus, normale routine per un pendolare scolastico come il sottoscritto, e alla fermata c’erano tre ragazzi, due maschi e una femmina, che attendevano la loro linea. Chiacchieravano tranquillamente, quando uno del gruppetto propose alla ragazza di uscire quella sera, fermandosi così a dormire da lui. Dalla confidenza e dai loro gesti si capiva che i due stavano insieme, ciò nonostante lei ha declinato l’invito. “Sarebbe la terza volta se restassi, mia madre non mi lascerebbe” ha risposto.

I due ragazzi allora hanno cominciato a rimproverarla, dicendole che a 19 anni poteva fare quello che voleva, non aveva più bisogno del permesso di “mammina” per star fuori. La giovane, seduta su un gradino, ha continuato a ripetere che non poteva, mentre gli altri stavano in piedi e imprecavano.

Quello che sembrava il suo fidanzato, un ragazzo sui 20 anni, pallido e con diversi tatuaggi, ha detto qualcosa a riguardo del telefono di lei, che in quel momento la ragazza stava usando, e ha tentato di prenderglielo di mano. Alla fine ci è riuscito e lei si è alzata, offesa e sull’orlo del pianto, andandosi a sedere pochi metri più in là, seguita da lui.

Allora lui le ha intimato qualcosa, dandole un colpetto sulla testa con la mano che l’ha fatta indietreggiare e tornare dall’amico. I due sono rimasti qualche minuto ad insultarla, fino a quando non è arrivato il loro autobus e tutti e tre sono saliti su.

La scena mi ha fatto rabbrividire. La ragazza era appena stata trattata come un oggetto, in pieno centro città e di fronte a tutti i passanti. Certo, i litigi tra fidanzati in pubblico possono capitare, mettendo in silenzioso imbarazzo i presenti occasionali. Ma quando lui l’ha toccata, seppur senza farle male (quantomeno fisico), nessuno ha pensato di fiatare. E lì attorno erano praticamente tutte donne.

Parliamo ogni giorno di rispetto, di dignità dell’essere umano e ancora di più della donna. Scendiamo in piazza per dire no alla mercificazione del corpo femminile, ai modelli di “bellezza” commerciali e falsi e alla disparità di diritti; ma basta la balordagine di un ragazzino che non vuole sentir rifiuti per offuscare questi valori, e tutti noi diventiamo ciechi e sordi all’improvviso.

Il rispetto muore in scene simili che accadono tutti i giorni, soprattutto quel rispetto verso noi stessi come persone.

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