I Guardiani della Galassia, un film imbarazzante che si prende perfino sul serio… follia!

Vi parlerò de I Guardiani della Galassia perché è una delle pellicole più sopravvalutate che abbia visto negli ultimi anni. Fa sorridere vedere come oggi film che sfiorano il ridicolo vengano incensati perfino dalla critica e spacciati come nuovi capolavori pop su basi artistiche inesistenti, magari sottolineando gli incassi della pellicola. Come se incasso fosse sinonimo di qualità.

Chi mi conosce almeno un po’, sa che odio la nicchia fine a ss stessa e non sopporto le speculazioni intellettuali e i solipsismi autoreferenziali. Viva gli incassi quindi! D’altra parte non credo che il mainstream abbia un valore di per sé. Insomma è oggetto di valutazione come tutto. Poi, certo, mi direte, le valutazioni sono personali. Verissimo e però ci sono aspetti reali che un minimo di onestà intellettuale dovrebbero permetterci ancora, spero, di distinguere una buona storia da una pessima.

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Tutto questo per dire che nel nulla cosmico delle recenti produzioni – americane e non – con poche, formidabili eccezioni – fra cui brilla come una stella quel The Grand Budapest Hotel che meriterebbe di fare incetta di Oscar se solo alla Academy avessero un minimo di coraggio – è arrivato l’ennesimo, delirante, chiassoso, inutile spettacolone che, in molti a dire il vero, hanno voluto riconoscere come il nuovo che avanza, il film che ridefinisce addirittura – secondo alcuni amici a cui voglio un gran bene peraltro – l’intero mondo di una sottocultura proprio come fece a suo tempo Star Wars.

Già solo a scriverlo sto male. Star Wars? Ma, dico, stiamo scherzando? Vogliamo prendere per il culo? Procederò con ordine.

I Guardiani della Galassia, perché di questo mi accingo a scrivere, non parte esattamente nel peggiore dei modi. La scena del bimbo che perde la madre non è magari originale ma non è di per sé resa in modo pessimo, così come non dispiace vedere poi quel giovane virgulto saltellare a ventisei anni su un pianeta sconosciuto al ritmo di qualche capolavoro della musica pop, incuffiato e con un walkman… davvero per i primi minuti il film ha qualcosa di gradevole.

Dopo di che… è l’abisso.

Un abisso di tristezza, di scrittura sgonfia, di dialoghi triti e ritriti quando non apertamente volgari, di caratterizzazioni dei personaggi vergognose come se li avessero tratteggiati con l’ascia bipenne e lo script fosse stato affidato a un Variago incazzato.

La solita accolita di diseredati fra cui un procione iracondo ma dal cuore d’oro, un uomo-albero monocorde ma inoffensivo (a livello recitativo), un bellone anonimo come un mattone, un armadio pieno di muscoli con la fissità Lombrosiana nello sguardo e una sventola dalla pelle verde che ovviamente ha qualcosa da farsi perdonare.

E la grande genialata è? Avere la solita benedetta gemma del potere che tutti vorrebbero avere per sé, una sorta di sfera che conferisce l’onnipotenza al suo detentore! Ovviamente la sfera finirà nelle mani sbagliate e i cinque eroi dovranno salvare la galassia.

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Insomma roba mai sentita, davvero originale eh? Ma il punto non è nemmeno questo. Non chiedo a un film che palesemente non si prende sul serio di prendersi sul serio, ci mancherebbe! Sarei un pazzo. Il punto vero, invece, è che le citazioni di cui è infarcito questo pastiche – da Indiana Jones e il tempio maledetto a Star Wars, ma perché? Perché? Mi chiedo senza risposta – sono inserite in modo forzato, ridicolo, falsamente guascone… in definitiva sciatto e sgangherato… e non è un pregio!

Come quando ti dicono: È voluto… sapete cosa vi rispondo? Me ne frego. Voluto o meno è semplicemente risibile e penoso come risibile e penosa è la trama e risibili e penosi sono i maldestri tentativi di drammatizzazione. Già perché quando poi senti che ognuno dei protagonisti ha chiaramente un passato tragico e vedi scene in cui gli attori tentano perfino di dare profondità al vuoto allora purtroppo ridi. Ridi per compassione, ridi perché non ci credi: un film che non si prende sul serio che, a sorpresa, si prende perfino sul serio.

E quando alla fine vedi il solito attacco alla Morte Nera – perché di questo stiamo parlando – con scene senza mordente e una noia mortale che aleggia nell’iperspazio, ti chiedi – peraltro senza risposta – perché la gente non ha più il coraggio di dire che una gran fetta dei film tratti dai fumetti sono purtroppo delle porcate. Ma non perché lo debbano essere a priori, semplicemente perché sono scritti, girati e recitati male.

E soprattutto perché non si capisce perché non possiamo preoccuparci di scrivere delle buone storie prima di farne dei film. Basterebbe quello.

Pazzesco.

Un film imbarazzante: come inghiottire per ore farina cruda.

Torno a guardarmi The Grand Budapest Hotel, almeno fino a quando non esce Batman Vs. Superman: Dawn of Justice e spero che non mi distruggano definitivamente i sogni di quando ero bambino.

Guarda il trailer de I Guardiani della Galassia su youtube

  • Perfettamente d’accordo, Matt. E queste cose mi sono venute in mente già soltanto guardando il trailer, con procioni parlanti e alberi viventi (e che non mi si paragoni a un Ent!). Dawn of Justice è in cima alla mia lista d’attesa, essendo un fan DC Comics da lunga data, ma ho paura. Tremendamente paura. Di Ben Affleck, di Gal Gadot e di chiunque altro vogliano far interpretare i supereroi della mia infanzia. Tranne Henry Cavill. Lui ci sta tutto.