Bioware, quando il videogame è narrativa: seconda parte dello speciale di Daniele Cutali dedicato alla storica software house canadese.

Leggi la prima parte dello speciale pubblicato su SugarDAILY, il blog di Sugarpulp

Dopo il botto dei due Baldur’s Gate, Bioware diventa una star nel panorama videoludico e dà in licenza l’Infinity Engine, il motore grafico bidimensionale disegnato a mano che fa “vivere” su schermo i due grandi videogiochi.

Tanto c’è nell’aria un’altra rivoluzione: il passaggio al 3D. Prima di questo però, l’Infinity Engine gode appunto ancora di luce propria per un po’ di tempo e l’Interplay Entertainment approfitta della licenza concessa da Bioware per rimpinguare le casse, ormai piangenti da tempo.

Bioware, quando il videogame è narrativa - Parte 2 - Black Isle

Il gruppo di sviluppo e distribuzione della Interplay in ambito crpg sono i Black Isle Studios, fondati da Feargus Urquhart e Chris Avellone, i quali grazie al motore grafico di Baldur’s Gate sfornano alcuni piccoli grandi capolavori, dopo l’esperienza di successo dei due Fallout e la longa mano in Baldur’s Gate. Alcuni titoli memorabili?

Planescape: Torment (1999), all’inizio acquistato da quattro gatti ma dopo qualche anno assurto a culto e miglior gioco di ruolo per PC di tutti i tempi per la trama e i dialoghi.

Icewind Dale e la sua espansione Heart of Winter, più improntati all’azione e ai combattimenti che all’aspetto ruolistico, ambientati nei luoghi della Trilogia delle Terre Perdute di R.A. Salvatore.

Icewind Dale II, seguito più vasto e ruolistico del primo. Quattro cosucce da niente, prima dello smembramento degli studios da parte di Interplay.

Intanto Bioware, nel giro del biennio 2002-2003, cala i suoi assi lavorando allo sviluppo di due motori grafici 3D completamente nuovi.

Bioware, quando il videogame è narrativa - Parte 2 - Torment

L’Aurora Engine, utilizzato per creare un rpg nuovo di zecca basato sulla licenza di D&D: Neverwinter Nights, e l’Odissey Engine, con il quale si cimenta per la prima volta in un altro conosciutissimo universo e brand: Star Wars.

Bioware punta in alto, con il meglio e dando il meglio di sé con i giochi di ruolo per computer. Ma il suo punto di forza sono proprio gli sceneggiatori che costruiscono trame solide degne dei migliori romanzi fantasy e d’avventura in circolazione. Un nome su tutti: Drew Karpyshin, che tornerà anche più avanti con i nuovi progetti della software house. Poi anche lo stesso Avellone.

In Neverwinter Nights si deve sventare un’altra minaccia che colpisce la Costa della Spada più a nord di Baldur’s Gate. La grafica per quel periodo e’ sbalorditiva: città, boschi, montagne, campagne e personaggi prendono vita sotto i nostri occhi mentre muoviamo l’avatar che ci rappresenta, creato ad hoc come al solito con tutti i crismi di D&D.

Bioware, quando il videogame è narrativa - Parte 2

La novità sta nel fatto che Bioware punta di più sull’esperienza online, dato che lo scambio dati diventa man mano sempre più veloce con l’espansione esponenziale delle linee ADSL, per tentare di ricreare su monitor quei pomeriggi e quelle nottate tra amici davanti a un tavolo da gioco con dadi, matite e miniature. A tal proposito viene perciò distribuito insieme al gioco principale l’Aurora Toolset, strumento con il quale si possono creare i propri mondi e le proprie avventure.

Per quanto riguarda il brand di Star Wars, Bioware rilascia un’altra piccola perla di narrativa e gioco di ruolo su PC. Ovvero Star Wars: Knights of the Old Republic.

KotOR è ambientato circa quattromila anni prima della trilogia originale di film del ’77 (per alcuni, l’unico vero Star Wars) e si viene calati nei panni di un giovane apprendista Jedi che a seconda delle scelte può avanzare d’esperienza nel Lato Chiaro o nel Lato Oscuro della Forza.

Trama ad alti livelli nella quale fa capolino il personaggio ormai famosissimo di Darth Revan e durante la quale si possono esplorare una moltitudine di pianeti. Grande, grandissimo gioco, Bioware fa di nuovo centro e diventa proprio in questo periodo 1998-2003 sinonimo di qualità dal punto di vista delle trame e della narrativa in ruolo. Si guadagna la fama in modo stra-meritato e arriva il grande boom, facendola entrare di diritto tra le software house storiche.

Bioware, quando il videogame è narrativa - Parte 2 - KOTOR

Arrivano ben presto anche le espansioni (Shadows of the Undrentide e Orde dal Sottosuolo per NWN) e i seguiti ufficiali contrassegnati con il numero 2, di questi videogames di successo, però non sviluppati dalla casa di Edmonton.

Un’altra piccola software house che si fa ben presto strada nella storia del gioco di ruolo per computer è la neonata Obsidian Entertainment. Fondata dai transfughi dello scioglimento dei Black Isle Studios da parte della Interplay a causa delle difficoltà economiche, troviamo di nuovo Urquhart e Avellone alle prese con grandi progetti.

Tanto per cominciare rimangono molto vicini alla Bioware e collaborano ancora con essa, sviluppando e rilasciando nel 2005 per la LucasArts (mitica etichetta del regno di Lucas dedicata ai videogames – la stra-famosa saga di Monkey Island, e tutti gli altri giochi starwarsiani sono sotto quel marchio) Star Wars: Knights of the Old Republic II – The Sith Lords.

Ambientato cinque anni dopo il primo KotOR, i Sith hanno operato una purga Jedi, la quale pare ricorrere spesso nell’universo di Star Wars, e il protagonista senza nome è un ultimo esule Jedi, chiamato proprio Jedi Exile.

Attraverso le solite mille peripezie, esplorazioni e acquisizioni di punti esperienza, dovrà infine affrontare i potenti e spaventosi Darth Sion e Darth Nihilus.

Bioware, quando il videogame è narrativa - Parte 2 - Darh Revan

Subito dopo, Obsidian lavora allo sviluppo di Neverwinter Nights 2 nel 2006 e alla sua espansione Mask of the Betrayer nel 2007, con una grafica superlativa per il periodo (finalmente i draghi nella loro interezza sul monitor!).

Ancora una trama degna dei migliori romanzi fantasy ci fa vivere un’avventura memorabile per contrastare l’invasione di forti creature che arrivano da oltre i Piani Astrali dei Forgotten Realms. Giochi che hanno da subito un grande successo di vendita e che lanciano Obsidian nell’olimpo dei giochi di ruolo per computer e per le nuove generazioni di console.

Bioware, invece, è impegnata nella pre-produzione di altri importantissimi progetti con i quali arriverà fino ai giorni nostri, dopo che non gli verranno rinnovate le autorizzazioni a utilizzare le licenze di D&D e Star Wars.

Con il primo tonfo di Bioware e la terza e ultima parte di questa retrospettiva, si chiuderà finalmente il cerchio.

Continua…