Ausmerzen, lo spettacolo di Paolini, distribuito in DVD da Einaudi, racconta gli esperimenti e lo sterminio degli imperfetti al tempo di Hitler

Una sigla: Aktion T4. Da questa un indirizzo: Tiergartenstrasse 4, Berlino. Tranquilli, se per voi sono parole senza senso è perfettamente normale, perché l’orrore fa di tutto per rimanere celato agli occhi del mondo.

Per poi sfociare però nel mondo, nell’indifferenza o meno delle persone che si indignano, dicono che schifo, e rimanere infine nascosto in un angolo della coscienza collettiva. Per sbandierarlo con sdegno, in nome dei valori umani.

Ausmerzen, il teatro che racconta l'orrore della razza marco paolini

È questo Ausmerzen. Vite indegne di essere vissute, la registrazione dello spettacolo teatrale di Marco Paolini pubblicato in DVD da Einaudi, già trasmesso in diretta da La7 il 26 gennaio 2011.

Insieme al video, dalla durata di oltre 2 ore, c’è anche il Taccuino di lavoro, con 11 saggi sulla condizione dei malattia psichiatrici durante il Terzo Reich. Il tutto per raccontare una dei capitoli più osceni della dittatura nazista, ossia le “prove generali” per quella che sarebbe stata poi la Shoa.

Paolini è uno di quei nomi del teatro che sanno essere spietati e umoristici al tempo stesso. E appena ti viene da sorridere per una sua battuta, un buco potente come un pugno ti prende allo stomaco perché il tema trattato è tutt’altro che da ridere: dal 1939 fino al 1945 furono sterminati circa 70 mila malformati, portatori di handicap, disabili che non rispondevano all’ideale della razza ariana in veri e proprie struzzure-ammazzatoi.

Vennero strappati alle loro famiglie con false promesse di cura, accecati dalla folla idea di uno Stato “geneticamente perfetto”.

Sulla scena ci sono l’attore veneto, unica voce narrante, e Naomi Brenner, anonima segretaria tedesca alle sue spalle.

Nel mezzo, tutto attorno, in ogni angolo dell’insolito scenario in cui si svolge lo spettacolo vivono gli sguardi di quelle vite stroncate barbaricamente e gettati nell’ombra, mentre la follia di un Paese guidato da un personaggio altrettanto folle procede sempre più verso l’abisso della guerra.

Ausmerzen, il teatro che racconta l'orrore della razza

Una parete completamente ricoperta di cappotti, in un palco che comprende un’intera stanza di manicomio, nel suo bianco clinico che fa gelare il sangue.

Documento dopo documento, storia dopo storia, dramma dopo dramma prende forma la schizofrenia onnipresente durante la Belle Époque, con l’ossessiva smania di catalogare il mondo intero in categorie scientifiche.

Era l’epoca del Positivismo, data di nascita dell’eugenetica, ossia lo studio della struttura genetica dell’uomo e con essa anche delle razze, teoria supportata da intellettuali prestigiosi in tutto il mondo.

Anche Hitler ci credeva, come testimoniò nel suo Mein Kamph, e fu lui a mettere in campo la più terribile operazione per ripulire la nazione tedesca: Aktion T4, appunto.

Con struggente enfasi, Paolini racconta gli orribili omicidi che gli infermieri e i medici nazisti compirono nelle strutture riservate a questo compito.

Dapprima isolate, poi sempre più dentro i paesi, mentre gli abitanti guardavano i grossi fumi neri che uscivano dai camini, sapendo benissimo che quelli erano i resti delle persone appena uccise.

Fino a quando non si decise di reagire, ma le operazioni rallentarono soltanto: in realtà durarono addirittura dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale!

Uno spettacolo forte e denso, che pone di fronte allo spettatore la crudeltà e la pazzia del concetto pseudoscientifico di razza.

Labile e oscuro, come il fumo uscente dai mattatoi, vere fabbriche della morte prima ancora della Shoa.

Guarda il trailer di Ausmerzen su Youtube

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