Dopo la Sugarcon15 noi di Sugarpulp abbiamo deciso che non chiederemo più il Patrocinio del Comune di Padova, per lo meno fino a quando non cambierà il modo di (non) gestire gli eventi culturali nella nostra città.

Dopo cinque edizioni della Sugarpulp Convention sentiamo il bisogno di fare il punto della situazione. Cinque anni sono un traguardo importante per qualsiasi manifestazione e siamo orgogliosi di poter affermare che in questi anni abbiamo raggiunto molti obiettivi.

Sugarpulp è diventato un brand rispettato e fortemente riconoscibile nel panorama editoriale nazionale ed internazionale, oltre ad aver creato una forte community di lettori e autori.

Proprio per questo siamo fortemente determinati a crescere ancora diventando un punto di riferimento imprescindibile in Veneto (e non solo!) per tutti gli amanti della lettura e della letteratura, scritta e disegnata.

Durante questi cinque anni abbiamo avuto come ospiti autori di caratura internazionale come Jeffery Deaver, Joe R. Lansdale, John Connolly, Massimo Carlotto, Linwood Barclay, Nicolai Lilin, Licia Troisi, Tim Willocks, Victor Gischler, Maurizio De Giovanni, Allan Guthrie, Jason Starr, Sarah Pinborough, Andrea Molesini, Fulvio Ervas e tantissimi altri, vale a dire il meglio della letteratura internazionale e nazionale.

Ognuno di questi romanzieri – lungi dall’essere un personaggio televisivo, uno chef famoso o un cantautore – ha partecipato alla manifestazione senza chieder alcun cachet, a dimostrazione della credibilità maturata da Sugarpulp.

La maggior degli autori internazionali, dopo aver partecipato alla Sugarpulp Convention, ha contribuito poi a tessere gli elogi della città di Padova nei social network (oggi uno dei principali strumenti di promozione per le destinazioni turistiche, non dimentichiamolo), ma anche inserendo la nostra città nelle loro opere, come ha fatto Tim Willocks con il suo recente “I 12 bambini di Parigi”.

E non vogliamo dimenticare i tanti autori padovani e veneti, esordienti e non, che abbiamo sempre presentato nella nostra Convention e che abbiamo promosso con le nostre attività, cercando sempre di affiancare ai grandi nomi internazionali autori locali alle prime armi, per far sì che potessero approfittare della visibilità e dei contatti di eventi di questo tipo.

La Sugarpulp Convention, è stata infatti occasione d’incontri professionali che hanno dato il via a collaborazioni a livello internazionale, con autori della nostra città che oggi collaborano con importanti case editrici italiane ed internazionali anche grazie alle relazioni nate durante la Convention che ha reso possibile che il loro straordinario talento venisse notato dai big player dell’editoria.

Sono questi solo alcuni degli esempi che certificano l’importanza di una manifestazione come questa e di quanto i professionisti padovani della letteratura e del fumetto abbiano saputo farsi valere grazie a un’opportunità come la SugarCon, che proprio per questo resta una manifestazione unica nel panorama italiano.

Nel frattempo sono state attivate partnership strategiche con aziende e realtà produttive del nostro territorio, ribadendo una visione che non si limita a fare “semplicemente” letteratura, ma che intende valorizzare le sinergie fra cultura, turismo e impresa veneta. Non solo.

L’associazione culturale Sugarpulp ha poi lanciato a Piove di Sacco il Festival internazionale del Romanzo Storico (CHRONICAE) che alla sua prima edizione ha avuto per ospiti, tra gli altri, autori come Valerio Massimo Manfredi, Jason Goodwyn, Roberto Giacobbo, Wu Ming e Marcello Simoni con 4 sold out di fila in altrettante serate al Teatro Filarmonico, per non parlare della recente apertura della SugarCon a Fratta Polesine che ha visto andare esaurita la sala conferenze di Villa Badoer.

Sugarpulp ha contribuito dunque in modo attivo a far conoscere a lettori provenienti da tutta Italia e a ospiti internazionali ville e monumenti del Veneto, fra i tanti: il Teatro Anatomico, la Cappella degli Scrovegni, il Caffè Pedrocchi, il Palazzo della Ragione, il Teatro Filarmonico a Piove di Sacco, la Torre Carrarese, Villa Badoer, la casa di Giacomo Matteotti, il mulino – locanda ed ecomuseo al Pizzon…

Questa è l’intenzione di Sugarpulp: continuare ad espandersi nella Saccisica, nel Polesine e in tutto il Veneto al fine di ribadire una volta di più uno strettissimo legame con il nostro territorio, così da valorizzarne al massimo le potenzialità.

Del resto gli oltre cento eventi culturali organizzati in questi anni in tutta la nostra regione sono lì a testimoniarlo.

In questi cinque anni la stampa è stata sempre dalla nostra parte sottolinenando la bontà del nostro lavoro con servizi, interviste e inserti speciali dedicati ai nostri eventi. Oltre a Corriere del Veneto, Mattino di Padova, Gazzettino, Resto del Carlino, Voce di Rovigo e molti altri giornali locali attivi online, SugarCon quest’anno si è meritata anche un articolo sulla prima pagina della cultura del Corriere della Sera nazionale, e questo senza alcuna attività di sponsor o partnership ma per i soli meriti e successi riportati sul campo.

Nel 2012 peraltro Sugarpulp è stato addirittura inserito dal Corriere della Sera nello speciale dedicato al Veneto come soggetto di eccellenza nel mondo della cultura, insieme alla casa editrice Marsilio e alla Biennale di Venezia.

Sono stati quindi cinque anni di successi, soddisfazioni e di duro lavoro. Se vi è tuttavia un rammarico – e c’è di sicuro – questo va individuato nella recente indifferenza da parte dell’amministrazione comunale della città di Padova.

Dopo un iniziale entusiasmo da parte dell’amministrazione che, cinque anni orsono, ci ha incoraggiato concedendo gratuitamente spazi come il Centro Culturale Altinate e la Loggia Amulea, senza tuttavia mai arrivare a riconoscere alla manifestazione un finanziamento di sorta, si è proseguiti fra mille difficoltà economiche e innovativi sistemi di sponsorizzazione e crowdfunding fino ad avere un modesto finanziamento di 2.000 euro alla terza edizione grazie all’interessamento dell’Assessore Andrea Colasio.

Tuttavia, a fronte di questo lodevole gesto, l’amministrazione Rossi l’anno successivo ha negato la concessione gratuita degli spazi per la quarta edizione della Sugarpulp Convention.

Infine l’amministrazione attuale non solo non ha sostenuto in alcun modo da un punto di vista economico la SugarCon, ma non ha nemmeno concesso gratuitamente gli spazi e ha dimostrato totale indifferenza, tanto che per la prima volta in cinque anni l’assessore alla cultura non si è nemmeno degnato di presenziare alla conferenza stampa d’apertura, elemento peraltro sottolineato dai molti giornalisti presenti con non pochi imbarazzi.

Il paradosso della vicenda è che noi avevamo già concordato gli spazi gratuiti con i singoli soggetti che avrebbero ospitato gli eventi della Convention e, di conseguenza, la relativa richiesta di gratuità degli stessi era soltanto una mera formalità da parte dell’Assessorato alla Cultura. Formalità che ci è stata a sorpresa negata, dopo che in un incontro personale ci era stato assicurato dall’assessore Cavatton in persona che non ci sarebbero stati problemi. Evidentemente avevamo capito male quanto ci era stato riferito, dato che nei giorni successivi con molto imbarazzo i dipendenti del settore cultura, con cui in questi anni abbiamo avuto uno splendido rapporto e un supporto costante, ci hanno riferito che era sorto un inaspettato “problema con la firma”.

Al che abbiamo preferito muoverci in autonomia come siamo sempre stati abituati a fare dato che, situazione davvero paradossale, eravamo nella curiosa condizione di essere danneggiati economicamente dal patrocinio comunale.

Lo stesso dicasi per la conferenza stampa di presentazione della convention: prima ancora di sapere il giorno esatto della conferenza l’assessore ci ha liquidati con un generico “non posso partecipare per altri impegni”, chiudendo subito il discorso.

Vorremo sottolineare che la Sugarpulp Convention, a differenza di altre iniziative sostenute e patrocinate dal Comune di Padova che si sono inventate la bizzarra formula della “entrata gratuita con donazione obbligatoria” è sempre stata completamente GRATUITA e aperta a tutta la città.

In conclusione, a fronte di quanto realizzato, l’amministrazione comunale ha saltuariamente concesso alcuni spazi gratuiti e ha sostenuto economicamente la manifestazione con un rimborso spese di 2.000 euro in cinque anni. Un po’ poco ci viene da dire specie considerando gli impegni magnifici sostenuti da comuni come Fratta Polesine e Piove di Sacco in altre occasioni.

Un vecchio detto recita che nemo profeta in patria, resta bizzarro però che Padova, città che avrebbe la pretesa di definirsi “la città della cultura”, non sostenga in alcun modo una manifestazione culturale che, unica nel suo genere, invita in città romanzieri provenienti da tutto il mondo per ragionare insieme sullo stato dell’arte della Letteratura e dell’Editoria accendendo collaborazioni e contribuendo in modo concreto a diffondere il buon nome della città di Padova in tutto il mondo.

Naturalmente la direzione artistica, il presidente e lo staff organizzativo sono più che disponibili a ragionare circa possibili soluzioni che vedano l’amministrazione comunale pronta a sostenere anche economicamente la manifestazione.

Tuttavia, fino a quando durerà il silenzio del Comune e a partire dalla prossima edizione, la SugarCon non richiederà più il Patrocinio del Comune di Padova poiché rebus sic stantibus, la concessione dello stesso suona tanto più stravagante perché appare come il sigillo di un rovesciamento di valori in base al quale è la Cultura al servizio della Politica e non il contrario, il che francamente è intollerabile.

Il comitato direttivo dell’Associazione Culturale Sugarpulp

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  • Mario Marino

    DOMANDA APERTA. Fate uno sforzo di immaginazione: se, per ipotesi pura, Botonci o Saia leggessero questa “lettera aperta”, quanta parte di significato di quello che vi sta scritto riuscirebbero a cogliere? Punto.

    • Luigi Cifra

      Ma chi cazzo vi credete di essere da lamentarvi come se il contributo vi fosse dovuto? I soldi pubblici dovrebbero essere impiegati per servizi pubblici non per finanziare ogni menata che viene spacciata per cultura.

      • Giacomo Brunoro

        Caro Luigi grazie per aver elevato il tono della discussione. Che la nostra manifestazione sia “cultura” non lo diciamo noi ma alcuni tra i più importanti autori del mondo, credo che in un paese normale possa bastare.
        Nessuno si lamenta del fatto che il contributo “sia dovuto”, anzi, diciamo esattamente il contrario: se non volete darci il contributo basta dirlo e per noi va bene uguale, solo poi non venite a raccontare che volete puntare sugli eventi e sulla cultura.
        Infine, permettimi un’ultima nota: la cultura è forse uno dei più grandi servizi che ci siano, ma noi siamo felici di portarla anche a chi come te sembra non capirlo molto.
        Ti abbraccio di nuovo fortissimo (forse questa volta serve a qualcosa)

        • Luigi Cifra

          Se vi lamentate è solo perché non avete spazi gratis o soldi. Puoi ammantare il concetto di quello che vuoi ma il succo è questo. Se vogliamo quasi ogni cosa possiamo definirla “cultura”. Io sono semplicemente stufo di vedere che i soldi che la gente suda a guadagnare vengano distribuiti a destra e a mamca dai politici.
          Fate bene a fare le iniziative che volete, ma basta chiedere contributi a gratis.
          Ps. Potrebbe anche essere che ho letto più libri di te…

          • carmela bertone

            Hai proprio ragione! Del resto di chi è il centro San Gaetano? Del comune. Comune… significa appunto… questa giunta comunale. Anzi dell’assessore alla cultura…(ehm chi se ne interessa?) Ma poi questa cultura gratis, per tutti, ma che pretese! Facciamola pagare! E’ finito il tempo delle vacche grasse, andate a lavorare! A scaricare la frutta a Piazza delle Erbe. Ho visto tanti giovani che hanno il banchetto adesso. Sono quelli i veri Padovani!

          • Luigi Cifra

            Di gratis c’è solo l’aria. Come chiunque voglia usufruire di spazi comunali anche voi potete pagare la tariffa. Cultura non è per forza quello che dite voi.

          • Giacomo Brunoro

            Bravo Luigi, continua la tua crociata. Da un certo punto di vista sei encomiabile perché ti batti con insistenza su una cosa che non conosci minimamente e di cui non hai la più pallida idea, ma va bene così. Continui a non capire il punto del discorso e a sparare parole un po’ a caso ma, mi ripeto, ognuno può dire quello che vuole, va benissimo così.
            Cultura non è per forza quello che diciamo noi, sostieni tu, e magari hai anche ragione, anche se non ne sono così convinto. Di sicuro però cultura non sarà mai quello che dici tu.
            Un altro abbraccio, chissà che prima o poi serva a qualcosa!

          • Luigi Cifra

            La differenza tra me e te è che io non pretendo che tu accetti la mia idea di cultura. Per questo sono più avanti di te.

          • Giacomo Brunoro

            Hai proprio ragione, sei avantissimo. Continua così che arrivi uno.

          • Luigi Cifra

            meglio che arrivarci per ultimo …

          • Giacomo Brunoro

            Provo a farti uno schema così forse capisci:
            – se c’è il patrocinio del comune si presume che il comune sostenga l’attività
            – visto che il patrocinio è inutile noi lo rifiutiamo e non lo chiediamo più
            – continueremo a fare i nostri eventi senza però permettere ai politici di Padova di farsi belli dicendo che li hanno patrocinati
            Tutto chiaro?
            Discursi più complicato evito di farli perché dai tuoi commenti hai dimostrato di non avere le minime nozioni in materia, quindi evitiamo di fare casino.

          • Luigi Cifra

            Per avere il patrocinio si fa domanda, per cosa fai domanda? Per avere soldi o spazi gratis, non raccontare balle, dai non sono un bimbo e so come funzionano le cose in comune.

          • Giacomo Brunoro

            Caro Luigi, al netto delle volgarità gratuite e del tono incazzoso dei tuoi commenti è evidente che ti mancano gli strumenti base per capire la questione. Ti saluto senza abbracci sto giro perché evidentemente non servono, grazie mille per averci fatto passare qualche momento divertente con i tuoi commenti arguti e ficcanti. L’importante nella vita è crederci, stai sereno che alla fine va tutto bene.

          • Luigi Cifra

            Non fare il presuntuoso a me non mancano strumenti, a voi mancano soldi e vi incazzate come bambini se non ve li danno, mica ho fatto io la lettera aperta…

          • Giacomo Brunoro

            Probabilmente hai un deficit cognitivo perché continui a non capire: i soldi ce li abbiamo visto che da 5 anni organizziamo i nostri eventi, solo che non vogliamo più che il comune di Padova si prenda il merito di eventi a cui non contribuisce in alcun modo. Più chiaro di così è davvero impossibile.

          • Sara Boero

            Il problema alla fine non è tanto la pubblica amministrazione, quanto l’elettorato. L’elettorato purtroppo è composto da persone come il Signor Luigi (che per me ormai è una maschera, tipo il Signor Rossi, con tanto di cappello e caffettiera in mano). Persone convinte di battersi per il proprio “particulare”, che riescono a farsi derubare con un bel sorriso, sicure di aver fatto un affare.

          • Giacomo Brunoro

            Perfetto, inutile aggiungere una sola parola.

          • Luigi Cifra

            Infatti il problema è l’elettorato e la democrazia che consente a un gruppo minoritario di decidere del portafoglio di tutti per distribuire poi a chi gli garba ai governanti. Non ci arrivate? No, vero, voi volete fare le VOSTRE iniziative ma con i soldi degli ALTRI. CVD.

          • Luigi Cifra

            Rileggiti la lettera, non sono io ad avere deficit cognitivi.

          • Luigi Cifra

            PS col patrocinio paghi la metà l’affissione dei manifesti, sicuro che sia “inutile” visto che alla fine chiedete soldi?

          • Emmett MT

            Trovo veramente anch’io molto immorale questa storia che lo stato si becchi i miei soldi in tasse e non mi restituisca in servizi esattamente quello che gli ho dato, in proporzione!!!11!! Insomma, che razza di banca è?! Come si permette di decidere dove vanno i miei soldi? Come questa cosa che tutti vogliono finanziare la ricerca contro il cancro e tutte ste robe! Che la finanzino con le tasse dei malati di cancro, mica con le tasse di quelli che sono sani e che quindi del cancro non gliene frega niente, come della cultura, che tra l’altro è sempre soggettiva! Tipo io, reputo cultura le gare a chi sbuccia più patate usando solo i gomiti!!1!! Vi sembra giusto che i soldi di una vecchina vadano a finanziare iniziative dei ggiovani? Giovani che poi magari pagano le tasse per finanziare le pensioni delle vecchine, ma questo è un altro discorso! E comunque questo festival è sbagliato, non per niente adesso su tutti i cibi ci scrivono No Sugar!!11!

          • Sara Boero

            Ciao Luigi. Sono di Genova, non c’entro nulla, e sono venuta due volte nella vostra regione per partecipare alle iniziative culturali organizzate da Sugarpulp, portando SGHEI agli esercenti del posto. Così, espresso bello terra terra, è più chiaro il contributo del festival all’economia del territorio? Se non riescono a fartelo capire coi libri ci provo col pane. Manifestazioni come questa portano ricchezza… non solo spirituale. Se vengono gambizzate dall’amministrazione pubblica ne risente anche il tuo orticello e il tuo portafoglio. Dai, che puoi capirlo persino tu.

          • Giacomo Brunoro

            Ciao Sara, mi sembra molto esauriente come intervento, forse questa volta capisce. Ti lovvo.

          • Luigi Cifra

            Io la metto sul piano morale : non è giusto che soldi versati da una collettività vengano dati ad associazioni private tipo la vostra. Non siete un servizio pubblico. Se siete così bravi e richiesti vi potete arrangiare senza il contributo anche delle mie tasse. Facile fare i finocchi col culo degli altri.

          • Sara Boero

            La “vostra”? Guarda che SugarPulp non è mia, parlavo da “pubblico”. Da membro della collettività. Volevo solo cercare pacatamente di farti capire, visto che non hai gli strumenti per riconoscere la bontà dell’evento dal punto di vista culturale, che un festival del genere porta un indotto a un territorio, e che quindi se l’amministrazione pubblica investe in SugarCon nelle TUE tasche entrano più soldi di quelli che escono. Comunque non c’è problema: AIUTATECI A CASA NOSTRA, e SugarPulp mandatelo a Genova 🙂

          • Luigi Cifra

            Quello che non capite perchè evidentemente non ci arrivate è che l’amministrazione pubblica NON dovrebbe investire in attività economiche visto che l’investimento sarebbe: arbitrario, incerto, a favore di alcuni e a scapito di tutti e soprattutto non avrebbe le informazioni e la conoscenza economica per fare certe scelte. Di certo qualsiasi iniziativa privata dovrebbe essere finanziata SOLO dai privati. Meno presunzione nel sapere cosa possa o meno entrare nelle mie tasche, di certo se il comune finanzia l’associazione i soldi entrano nelle tasche dell’associazione, e di certo i soci dell’associazione non fanno tutto questo per la gloria…

          • Sara Boero

            AH, quindi l’amministrazione pubblica non dà lavoro anche ad attività economiche private? Curioso, in quale paese :)? (PS: in questo caso non stiamo parlando di un’azienda, tra l’altro, ma di un’associazione culturale). Niente. De’ coccio. Ti ringrazio comunque per non aver infilato qualche “finocchi” o “cazzo” in questo commento, dev’esserti costato una fatica enorme scendere da quell’albero e apprezzo lo sforzo. Ora puoi tornare su.

          • Luigi Cifra

            Te lo spiego con uno schemino: l’AP tassa 100, poi destina 100 alla spesa. Ha generato qualcosa? No. Non ha prodotto, poiché ha solo fatto Redistribuzione. Da questo nascono corruzione e clientelismo. Ci arrivi?

          • Sara Boero

            Sì, certo, ha fatto redistribuzione. E in più nel nostro esempio, ha anche spostato soldi dal MIO territorio (il mio portafoglio) al TUO (il ristoratore che pago per mangiare una pizza mentre sono a Sugarpulp). Se questo ipotetico “io” sono tante persone, forse che forse nei panni di un cittadino di Padova non mi farebbe così schifo, perché il territorio guadagna di più di quello che perde. Dio mio. Ti prego dimmi che stai trollando. Mi sento pazza a rispiegarti questo concetto, è come lanciare meringhe a un castello.

          • Luigi Cifra

            No, stai sbagliando tutto mia cara, il comune dell’esempio ha fatto redistribuzione, ma NON ha spostato soldi dal tuo territorio, se tu ti muovi dal tuo territorio è una scelta tua, il comune in questo non centra nulla. Voi che ragionate in questi termini non vi accorgete che i soldi partono da dei portafogli e poi NON finiscono negli stessi. Nel momento in cui delle tasse finiscono in tasche di privati (associazione) si ha un vero e proprio furto, si preleva da qualcuno per dare a qualcun altro. Non importa lo scopo, quello che importa è che non c’è il consenso di quelli a cui si portano via i soldi. Non ce l’ho con sugarpulp, il mio è un discorso generale, troppi soldi sono prelevati dalle tasche dei cittadini per finire in quelle delle associazioni più disparate, quello che dico io è via tutti i contributi e le associazioni vivano del loro successo di pubblico.

          • Sara Boero

            Ho dedicato addirittura un video su Youtube all’argomento in cui lo spiego per benino. Non intendo interagire più direttamente con te, perché stai trollando. Se davvero ti interessa l’argomento, informati e non chiudere il cervello, è patetico.

          • Luigi Cifra

            Ho visto il video, patetico. Ma evidentemente non riuscite a capire cosa ho detto:
            1 le associazioni private non dovrebbero ricevere soldi pubblici
            2 se ritenete inutile il patrocinio non chiedetelo.
            3 lamentarsi perché non si hanno finanziamenti pubblici (anche sotto forma di locali gratis) non vi fa apparire simpatici
            4 ritenere che a Padova se non avete ottenuto considerazione sia colpa dell’elettorato (mentre in altri comuni che magari vi finanziano allora l’elettorato è nel giusto) vi porterà ancora meno consenso
            5 l’idea che la cultura debba essere gratis è una idiozia: chi la paga? Cosa si deve intendere per “cultura”? Chi deve essere finanziato? Chi no? Come? Quanto? Come vedi siamo nel massimo dell’arbitrarietà.
            5 da contribuente mio malgrado non desidero che vengano spesi soldi per le associazioni, preferisco pagare meno tasse così ho più soldi in tasca per decidere dove andare a farmi una cultura…

          • Sara Boero

            Bravo. Comincia a incamminarti, che per farti una cultura la strada è lunga 🙂

          • Luigi Cifra

            In Veneto si dice che “i mona sa tuto”. Che ne sai della mia cultura? Dimmi per quale motivo troveresti morale prendere dei soldi di tasse da una vecchietta per finanziare Sugarpulp. O da me, visto che non desidero che i soldi delle tasse finanzino i privati.

          • Sara Boero

            Ho già specificato che non intendo “dirti” più niente, visto che è fiato sprecato. Sono tre giorni che mi sembra di parlare al plancton. Quindi mi limito a sfotticchiare bonariamente. Adieu.

          • Luigi Cifra

            Veramente tu non è che discuti, visto che non replichi sui punti, fai monologhi nella presunzione di essere più colta, resta il fatto che chiedere soldi dei cittadini per iniziative private NON è morale. Sempre se sai cos’è la morale.

          • Sara Boero

            Ho passato tre giorni a rispondere ai tuoi “punti”, e tu a riscrivere le stesse cose, alimentando a dismisura la mia presunzione di essere se non più colta sicuramente più educata, intelligente e aperta di te. Poi ho rinunciato: conosco semi di girasole con punti di vista più interessanti dei tuoi. Ri-adieu.

          • Luigi Cifra

            Poverina…

          • Sara Boero

            Anzi, oggi mi sento particolarmente buona, quindi te lo rispiego per bene col tuo schemino e due legnetti. 100 in tasse dei cittadini vanno alla PA. La PA consegna questi 100 a un’organizzazione culturale per finanziare un festival prestigioso a livello internazionale. Viene pagato, grazie a quei 100, il soggiorno ad autori di rilievo, che attirano un buon pubblico anche da fuori, e il lavoro delle persone (del territorio) che li ospitano. Tante persone più intellettualmente curiose di te prendono il loro bel trenino e vengono a Padova a dormire, mangiare, bere e comprare libri. I patavini guadagnano sghei e sono felici. Tutto chiaro? (Immagina in conclusione un disegno coi patavini che sorridono davanti a una casetta col tetto a triangolo). Emmobbasta veramente, non sono mica sfumature d’alta finanza. Sembra che a far finta di non capire prendi in giro.

          • Luigi Cifra

            Non vedi l’immoralità della cosa? Io devo dare parte di quei 100 perché un’associazione privata li dia ad autori privati e il tutto richiamerà gente che darà soldi ad altri privati (bar, ristoranti ecc.). Spiegami per quale motivo sarebbe giusto che parte dei miei soldi venga data ad altri soggetti a cui non ho richiesto alcun servizio, che tra l’altro non voglio avere, e che se li intascheranno per fare quello che LORO ritengono giusto. Come al solito è facile fare il finocchio col culo degli altri.

          • Sara Boero

            Ok. Stai trollando. È ufficiale. Mi rifiuto.

          • Sara Boero

            PS: negare questo semplicissimo concetto vorrebbe dire assumere che chi organizza l’evento sia disonesto, poco serio, o voglia semplicemente mungere qualcosa da una PA per poi restituire un evento di scarso valore, non in grado di attirare un pubblico e generare ricchezza per il territorio. Se stai insinuando questo lo ritengo molto grave, visto che evidentemente dall’inizio della conversazione non sai di che tipo di evento si sta parlando, e hai negato la bontà dell’iniziativa. Se non hai le conoscenze per valutare l’importanza o meno di un evento come questo non te ne faccio mica una colpa, magari lavori in tutt’altro campo e non sei interessato alla narrativa di genere, ci mancherebbe. Ma allora stai parlando a vanvera sulla base di un pregiudizio e non serve che venga io a sottolinearti quanto sia stupido questo atteggiamento. Spero comunque di averti fatto un po’ riflettere. Parlare per partito preso non serve a nessuno. Magari in seguito a questa conversazione, chissà, scoprirai qualcosa che invece ti piace e che non conoscevi. Magari.

          • Stefano Minardi

            genio l’ap non deve produrre, deve spendere, coraggio, ce la puoi fare.

          • Giacomo Brunoro

            Ma allora scusa Ma proprio non ci arrivi: noi rifiutiamo il patrocinio perché non vogliamo che il comune si faccia bello con attività che organizziamo e paghiamo solo noi. Ti è chiaro? Se vogliono patrocinare e figurare partner dell’evento devono contribuire.
            Detto questo tutti gli studi economici contraddicono la cazzata atomica che hai scritto, esci dall’altro e scopri cos’è il mondo che poi avrai una vita migliore.

          • Luigi Cifra

            Certo che solo delle menti eccelse come le vostre possono rifiutare qualcosa che siete voi a richiedere (il patrocinio). Mi spiace contraddirti ma il premio Nobel per l’economia Hayek, e per gran parte anche Friedman dicono esattamente quello che ho detto io. Siete da compatire.

          • Massimiliano Mistri

            Sugarpulp porta gente. La gente porta denaro. Sugarpulp non richiede denaro pubblico, ma genera movimento. Penso che questo sia l’assioma da cui partire. Spero sia espresso in maniera abbastanza chiara.
            I soldi versati da una collettività non vengono quasi mai usati per la collettività. Per lo meno non in Italia. I soldi della collettività vanno alla dirigenza della collettività. Se andassero alla collettività avremmo strade decenti, un servizio sanitario decente, scuole decenti, eccetera. Ma non abbiamo niente di tutto ciò.
            Io personalmente lavoro nei libri da una quindicina di anni. In biblioteche, in librerie, in case editrici. La città di Padova organizzò un ripugnante festival letterario in via Altinate e in altri luoghi. Peccato che non disse a nessuno dove sarebbero stati gli stand. Peccato che non organizzò nulla nell’agorà dove vennero messi gli stand.
            Fondamentalmente una realtà talmente fantasma che alcuni standisti andarono via la domenica (!), cosa che credo Giacomo Brunoro ben ricorderà.
            Il problema è che come sempre quando si parla di attività, quelle che non rientrano nei nostri personali interessi sono considerate inutili o sprechi. Le altre sono fondamentali e ottimi investimenti.
            Io a Padova ho vissuto per quarant’anni e l’ho vista crollare lentamente. Ho vissuto un marciume in cui quella cazzata mostruosa del Botellon è considerato un evento. Il Botellon… Un evento…
            Chiudono cinema, librerie e negozi di dischi, nei musei non ci va nessuno, ma a bere spritz e al Botellon… eh beh, lì sì che ci si fionda.
            E intanto una realtà internazionale costruita da ragazzi ormai uomini, si sente obbligata ad emigrare.
            A molti non fregherà nulla, ci mancherebbe, ad altrettanti dispiacerà.
            C’è assoluta libertà di pensiero, ovviamente, quindi mi permetto di pensare, signor Cifra, che lei può tranquillamente contribuire con le sue tasse a quel che vuole e che il suo pensiero ha il peso specifico di una loffa, esattamente come il mio e quello di chiunque altro.
            Mi creda, non me ne frega un benemerito cazzo.
            Chiedo scusa per aver abbassato il tono del dibatitto.

          • Luigi Cifra

            Ma smettila di sparare cazzate, avete fatto storie perchè non avete avuto soldi punto e basta, se il comune vi dava la vostra marchetta ora non stareste qui a fare i radical chic.

          • Stefano Minardi

            sempre elegante

          • Complimenti per la volgarità. Questo eleva la tua intelligenza, la capacità di interloquire con gli altri, ma soprattutto l’arroganza della non conoscenza dei fatti.
            Dimenticavo, ma forse tu hai letto più libri di tutti noi. Non so che libri tu abbia letto ma l’espressione “a gratis” la dice lunga. Temo il tuo giudizio su scrittoti come: Hermann Hesse o di Chuck Palahniuk, dati i loro trascorsi, o di economi nati dalla scuola di Keynes dal momento che sembra tu la sappia lunga su organizzazioni culturali.

          • Luigi Cifra

            Mi piacciono sia Hesse sia Palahniuk (ma guarda, li conosco e li ho letti), per quanto riguarda gli economisti Keynesiani non posso che riversargli sopra il mio disprezzo visti i risultati delle loro teorie. Piuttosto Von Mises, Hayek, Rothbard, Bastiat ecc.
            Di arroganti ci siete solo voi che date giudizi senza conoscere con chi avete a che fare.
            Ripeto: dovrebbe essere sacrosanto che iniziative private siano fatte con soldi privati e non “pubblici”.

          • Rimango un po’ basito dalla tua risposta. Non mettevo affatto in discussione il fatto che tu li conosca oppure no, o che li abbai letti. Google ne conosce molte più di cose di tutti noi volendo. Chiedevo umilmente un semplice giudizio su di loro. Nemmeno discuto sul fatto di chi tu sia, di certo hai un buon biglietto da visita con quel linguaggio volgarmente forbito. Nessuno ha avanzato pretese su soldi pubblici, era solo una curiosa richiesta dal momento che si sta apportando beneficio al comune di Padova e che troppe volte soldi pubblici vengono sperperati per cose molto più futili. Ma sicuramente anche questo tu lo saprai meglio di tutti noi.

          • Luigi Cifra

            Ma infatti le mie repliche nascono dal fatto che un’iniziativa privata si lamenti di non aver avuto soldi pubblici. Che ci siano sprechi immensi nel pubblico è fuor di dubbio, come fuor di dubbio è che andrebbero eliminati. Palahniuk tra gli scrittori moderni è forse quello che a livello stilistico e di contenuto volutamente paradossale si eleva due gradini su quasi tutti. Hesse non mi è piaciuto particolarmente. I classici restano i miei preferiti.

          • Giacomo Brunoro

            Non hai capito, o fingi di non capire: nel momento in cui un’iniziativa è patrocinata dal Comune non è più privata, è anche pubblica. Per questo noi vogliamo che il comune partecipi. Se non lo fa, e va benissimo, non vogliamo il Patrocinio. Ma è davvero così difficile da capire?
            Non vogliamo che il Comune metta il Patrocinio sul nostro evento visto che non lo sostiene, credo che davvero più semplice di così sia impossibile, vedi un po’ tu se questa volta ce la fai.
            E comunque se per te cultura significa “leggere libri” allora siamo di fronte alla morte della cultura.

          • Luigi Cifra

            Ma siete de coccio? Il patrocinio LO CHIEDETE VOI al comune, se ve lo danno avete diritto a una riduzione sulle tasse dei manifesti. Se non volete il patrocinio basta non chiederlo.

          • Luigi Cifra

            Ps trova dove ho mai detto che cultura è leggere libri. Da quello che scrivete si capisce perfettamente perché l’Italia ha il 47% di analfabeti funzionali.

          • Stefano Minardi

            sempre distinto

          • Stefano Minardi

            uno che scrive contributi a gratis non ha letto neanche zagor

      • gb video

        Ma quanto ignorante sei?

        • Luigi Cifra

          Se vuoi facciamo una gara…

          • gb video

            Vinceresti tu di sicuro liberista dei miei maroni. Continua pure a battere i pali con la testa magari ti inizia a funzionare…

          • Luigi Cifra

            Già, liberista, perché amo la libertà. Solo gli ignoranti la detestano . Complimenti, hai vinto.

          • gb video

            Se tu amassi la libertà saresti per i Diritti. “Liberista” è l’accezione negativa di liberale, cioè una dottrina che vorrebbe che tutto fosse mercato: cioè tutto lasciato in mano a forze egoistiche. E’ pura stupidità. Ti saluto.

          • Luigi Cifra

            I liberisti SONO per il diritto: quello di proprietà. Quello che tu chiami con disprezzo mercato siamo in realtà tutti noi (a differenza dello Stato che NON siamo noi), le forze egoiste come le chiami tu sono tutti gli scambi volontari che vengono effettuati. La stupidità la dimostri tu non sapendo neanche di cosa parli, purtroppo, mi sa, che sei anche tu parte dei frutti di una certa “cultura”…

          • Stefano Minardi

            mercato siamo tutti noi? ahahahahahahah, ma copate mona

          • Luigi Cifra

            Infatti va lo stato a gare la spesa e comprarti i vestiti e gli smartphone con cui dispensi il mondo della tua ignoranza economica, probabilmente sarai anche di sinistra…

          • Giacomo Brunoro

            Sveglione anche lo Stato siamo noi, anzi, come cantava Umberto Tozzi “gli altri siamo noi”.

          • Luigi Cifra

            No, lo stato sono politici e dipendenti pubblici.

          • già già… ricordo un grande liberista, amico di un altro grandissimo liberista che riguardo alla cultura soleva dire “quando la sento nominare, porto istintivamente la mano alla pistola”.
            egoisti e anche ottusi… dopo 11 anni di recessione strutturale e di forbice sociale allargata ai massimi storici dal 476 D.C. a oggi, ancora non avete capito che sto benedetto mercato non funziona.
            è una lotteria per i gonzi e gli sfigati che elemosinano un biglietto per entrare in un ristrettissimo cerchio di arricchiti che si restringe sempre di più.
            complimenti!
            altro che sindrome di Stoccolma!

          • Luigi Cifra

            Il mercato siamo noi, se non lo capite siete ottusi e ignoranti.

          • sei sicuro di quello che dici?

          • Giacomo Brunoro

            Anche la cultura siamo noi, la società, la comunità, il comune… che cavolo di discorso è. Tutto siamo noi, sveglia genio.

  • Anna Wood

    Il dono della sintesi espresso al.meglio in quesfo articolo che leggeranno in tre se non si addormentano prima. Suvvia essere piu’ incisivi e meno sbrodoloni aiuta la comunicazione e avraggiungere obbiettivo

    • Giacomo Brunoro

      Cara Anna, grazie a te ora siamo in quattro. Purtroppo non abbiamo il dono della sintesi ma ti assicuro che a volte proprio non si può semplificare troppo, i contenuti restano importanti e avevamo voglia di perdere un po’ di tempo cercando di puntualizzare in maniera precisa il nostro pensiero. Un abbraccio

      • woood

        Posso avere un torcetto al burro anziche’ un abbraccio ?

        • Giacomo Brunoro

          Aggiudicato!

  • Luigi Cifra

    Oh poverini, la mamma non vi ha dato la caramella? BASTA! Volete fare le vostre manifestazioni ecc.? Organizzatevi e cercate di non pesare sulle tasche dei contribuenti! Bravo il comune che spero riduca il più possibile queste elargizioni di soldi dei cittadini per cose che non portano vantaggio a tutta la collettività!

    • Giacomo Brunoro

      Caro Luigi, forse non hai capito bene quello che c’è scritto. Continueremo a fare quello che abbiamo fatto finora esattamente come lo abbiamo fatto finora, senza fondi pubblici. Ci siamo soltanto un po’ stufati di chi a parole dice una cosa e poi nei fatti si comporta diversamente. Prova a rileggere che magari capisci, ce la puoi fare anche tu. Un abbraccio fortissimo.

      • wood

        Magari fagli un riassunto 🙂 tipo : “abbiamo dato lustro alla citta’ e voi manco ci date uno spazio aggratis nonostante le promesse.vabbe’ cennefaremo una ragione vostri sugarpulp”

      • Luigi Cifra

        “Infine l’amministrazione attuale non solo non ha sostenuto in alcun modo da un punto di vista economico la SugarCon, ma non ha nemmeno concesso gratuitamente gli spazi e ha dimostrato totale indifferenza.”
        “Naturalmente la direzione artistica, il presidente e lo staff organizzativo sono più che disponibili a ragionare circa possibili soluzioni che vedano l’amministrazione comunale pronta a sostenere anche economicamente la manifestazione.”

        Questo l’avete scritto voi, forse dovevate rileggere la lettera prima di inviarla.
        Ad ogni modo si può anche pensare che la vostra non sia una manifestazione così di spessore come voi ritenete.
        Se come dite siete abituati ad arrangiarvi di cosa vi lamentate? Arrangiatevi.
        Sempre che riusciate a capire cosa scrivo visto che fate fatica a capire cosa scrivete voi.

        • laformika

          Luigi è un troll. Uno di quelli che pur di stare in una conversazione si mette a scrivere idiozie. Avete avuto la bontà di replicare, ma non è chiarezza che cerca. Lasciatelo nel suo brodo e nella sua idiozia. Badate al sodo e al fatto che c’è gente in questo paese che, al netto della massa dei “Luigi”, continua a fare attività per muovere cultura e far lavorare l’indotto. I “Luigi” non ci arriveranno mai, ma forse con l’impegno messo qualcuno di questi “Luigi” si renderà conto di quanto cretino sia fare il bastian contrario a prescindere e metterà la testa altrove. Altri “Luigi” continueranno a scrivere cretinate e a credere di avere la verità in tasca. Bucata.

          • Luigi Cifra

            Chissà che sforzo devi aver fatto per collezionare tutte queste cazzate in un solo post. Bravo.

          • Emmett MT

            Trovo veramente anch’io molto immorale questa storia che lo stato si becchi i miei soldi in tasse e non mi restituisca in servizi esattamente quello che gli ho dato, in proporzione!!!11!! Insomma, che razza di banca è?! Come si permette di decidere dove vanno i miei soldi? Come questa cosa che tutti vogliono finanziare la ricerca contro il cancro e tutte ste robe! Che la finanzino con le tasse dei malati di cancro, mica con le tasse di quelli che sono sani e che quindi del cancro non gliene frega niente, come della cultura, che tra l’altro è sempre soggettiva! Tipo io, reputo cultura le gare a chi sbuccia più patate usando solo i gomiti!!1!! Vi sembra giusto che i soldi di una vecchina vadano a finanziare iniziative dei ggiovani? Giovani che poi magari pagano le tasse per finanziare le pensioni delle vecchine, ma questo è un altro discorso! E comunque questo festival è sbagliato, non per niente adesso su tutti i cibi ci scrivono No Sugar!!11!

          • Luigi Cifra

            Tu fai pure ironia, ma portare via soldi a una persona senza il consenso di quest’ultima come lo chiami?

          • Emmett MT

            Si chiama Società. Già, è una cosa relativamente nuova, ma circola già da qualche annetto.
            Ps. Quello della ricerca scientifica era un esempio dello stesso ragionamento applicato a un altro ambito.

          • Luigi Cifra

            Si chiama socialismo o meglio statalismo. E comunque portare via i soldi senza consenso è rapina. Indipendentemente da chi la compie.

          • Luigi Cifra

            Ps. Infatti la ricerca scientifica è stata inventata dagli Stati vero?

  • Renato Millioni

    Il festival organizzato da Sugarpulp è una splendida iniziativa culturale. Ho seguito con piacere tutte le edizioni e potuto incontrare di persona autori per me leggendari come Joe R. Lansdale. Il tutto organizzato sempre con professionalità e simpatia. Non vedo proprio perché il comune non debba sostenere e incentivare queste iniziative. La cultura è un bene primario, come la salute.

  • Joe Lake

    Mi vergogno di essere padovana a questo punto!

  • AlviseM

    Ho letto gli interventi arrivati fino ad ora e devo dire che sono felice di essermi allontanato da Padova, dove sono nato e cresciuto. L’ignoranza è una brutta bestia, l’intolleranza è anche peggio, e putroppo ho l’impressione che ignoranti e intolleranti stiano alzando la testa, avendo la sensazione che il loro punto di vista sia giustificato da un pugno di voti. Si, un pugno di voti, perchè l’attuale giunta è stata votata da non più del 32% degli aventi diritto, ovvero meno di un terzo dei padovani. Leggo solo rabbia, livore e qualunquismo, inutile ragionare con chi non ha nessuna voglia, e capacità, di ragionare davvero.

    • Giacomo Brunoro

      Hai perfettamente ragione e aggiungo che sono sempre più convinto che nella società odierna l’ignoranza sia una colpa non più scusabile.

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  • Corrado R.

    Vi lascio la mia piccola testimonianza. Appassionato di crime e noir, quando due anni fa ho scoperto il festival e il cast degli anni precedenti, sono corso dalla Romagna a Padova. E continuo a frequentare la kermesse anche per capire come riescano a fare tutto questo. La macchina organizzativa si autosostiene grazie al crowdfunding, piccoli sponsor (credo) e uno spazio (il sottopasso Stua) dato in appalto all’associazione che ha vinto un bando. Per quanto mi riguarda posso solo dire grazie a questa brigata di appassionati. Contagiato dal loro entusiasmo e i risultati raggiunti, quest’anno ho addirittura cercato di trasferire, nel mio piccolo, l’esperienza patavina a Forlì. Non per clonare il Festival, ma per esportare una “buona prassi”, mutuando un’espressione tanto cara alla politica moderna. Perché a Padova si è creata una comunità di lettori, scrittori, amanti della cutura a tutto tondo, che si incontrano una volta all’anno in città mantenendo un contatto costante sui social o in altre forme. Cosa c’è di più bello che condividere una passione? L’associazione si sostiene con il tesseramento e altre piccole forme di raccolta fondi, ma la ricaduta economica sul territorio dovrebbe fare bene a tutti. O no? Il motivo per il quale l’amministrazione debba prendere le distanze dall’evento mi sfugge. Da “straniero” rispetto alle dinamiche politiche di Padova posso solo dire “lunga vita allo Sugarcon!

    • Giacomo Brunoro

      Grazie mille Corrado!

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  • Fabio Migneco

    In cinque anni di Festival non ho mai mancato l’appuntamento con la kermesse patavina. Questo perché dalla prima volta ho capito subito che ero di fronte a qualcosa di speciale. E non parlo solo del festival, ma anche di Padova stessa, città bellissima che scopro un po’ di più ogni volta ma alla quale quasi sicuramente senza il festival non mi sarei mai avvicinato, colpevole di quell’ignoranza e quell’esterofilia da quattro soldi che in molti ci portiamo dietro anche non volendo quando si tratta di luoghi da visitare. Al festival sin da subito ho trovato accoglienza prima e amicizia poi e ho potuto constatare che mentre molti loro e miei coetanei non fanno altro che parlare e lamentarsi, le persone dietro il marchio Sugarpulp fanno qualcosa di concreto. Ed è quello scambio di cultura e di culture che da un lustro va avanti. E non è affatto poco, anzi. Negli anni la loro attitudine e la loro missione non è cambiata. L’unico piccolo neo non è imputabile a loro, ovvero la perdita di uno spazio infinitamente più adeguato per una manifestazione di questo tipo come il centro San Gaetano. Se la città di Padova non sa valorizzare i propri talenti è un vero peccato, tanto più vista l’economia che questi fanno girare oltre la cultura, per usare un gergo un po’ più politico e perché tanto capiscono solo quello… parliamo di gente che viene da tutta Italia per il Festival… La mia esperienza credo sia emblematica. Dopo la prima edizione pensai subito che un festival del genere a Roma l’avrei continuato solo a sognare. Da appassionato avrei trovato un muro di gomma nell’organizzarlo e non sarei mai arrivato nemmeno a proporlo forse. Questi ragazzi ci sono riusciti. E hanno creato una realtà importante. Di più. Hanno creato una comunità. Di persone a cui piace leggere e addetti ai lavori, ma anche di veri e propri big della letteratura chiamati a raccolta anno dopo anno. Senza questo festival non potrei mai dire di conoscere davvero nomi come Lansdale, Gischler, Willocks, Guthrie, Starr e decine di altri. Come cambia la tua vita con un festival del genere? Io ho ritrovato il puro piacere della lettura, ho stretto amicizie importanti, ho scambiato chiacchiere e idee con i big di cui sopra e sono rimasto in contatto con loro e come me moltissimi dei partecipanti a queste 5 edizioni. Ogni volta è un piacere autentico e sono nate anche occasioni concrete di collaborazione. Dalle mie piccole cose, fino a quelle che arrivano addirittura oltreoceano, come un giovanissimo disegnatore che pubblica fumetti con importanti case editrici. Il festival Sugarpulp è una realtà troppo importante per lasciarsela sfuggire o per svilirla in nome di sciocche beghe e del modus politichese… sarebbe auspicabile invece che venisse preso a esempio come modello produttivo-organizzativo per eventi simili e per far ripartire in maniera coerente concreta e sensata lo sviluppo e la circolazione della cultura in Italia.

    • Giacomo Brunoro

      Senza parole, grazie mille Fabio!

  • Il primo anno che partecipo alla SugarCon e accade questo. Sono senza parole. Anche nel campo della musica, che ho frequentato per parecchio tempo, la storia è sempre la stessa ma ero restio a crederlo. Forse sono un idealista, un sognatore, quello che volete, magari anche un po’ fessacchiotto a credere ancora nelle favole, da buon appassionato di fantascienza e fantasy. Ma… tastare con mano l’indifferenza e la negatività della politica (o meglio, della classe politica) attuale lascia l’amaro in bocca. Anzi, il fiele. Non riesco a concepire come l’arte e la cultura vengano ancora considerate di serie Zeta, in Italia. Senza fare alcuna polemica circa che cosa invece venga finanziato con soldi pubblici, ma pensate a tutto ciò che non riguardi il sociale e la società, è evidente che la conoscenza, l’arte, la letteratura e la musica vengano considerate inutili a livello istituzionale. Lo ripeto: questa classe politica “rampante” è il risultato dell’edonismo, di ore di tabula rasa elettrificata televisiva che durano da venticinque anni a questa parte. Ma non riusciranno a cancellare ciò che eleva l’essere umano sulla bestia, finché ci saranno persone meravigliose come quelle che costituiscono Sugarpulp. La “resistenza culturale” siamo noi e la porteremo avanti fino a rivoluzione avvenuta. Perché la società si cambia e si fa evolvere con la testa. Forza e avanti tutta.

    • Giacomo Brunoro

      Grazie per le bellissime parole Daniele!

  • Fabio Chiesa

    E’ con grande rammarico che vengo a conoscenza di questo ottuso disinteresse della città verso una delle migliori manifestazioni culturali del paese. Se ogni anno parto da Torino per andare allo Sugarcon è perchè questo festival rappresenta un unicum nel panorama nazionale ed andrebbe, quantomeno, sostenuto e tutelato. Una manifestazione che convoglia autori internazionali di bestseller, registi, sceneggiatori, fumettisti e che ogni anno porta a Padova centinaia di appassionati…Persone che ovviamente consumano, portano soldi e quindi benessere alla città e al Veneto… La cultura è e può essere ancor di più un motore dell’economia…specie in Italia.Se non capiamo questo siamo destinati al fallimento, economico e umano.

  • gb video

    Bravi. La Cultura é tutto.

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