Transylvanian Chronicles, TIFF15 giorno tre. Matteo Strukul continua a raccontare il Transilvania Film Festival in esclusiva per i lettori di SugarDAILY, il blog di Sugarpulp.

Oggi è una giornata particolare per il TIFF perché c’è la prima di Dogs, il film rumeno entrato nella selezione ufficiale di Cannes, firmato dal giovane regista Bogdan Mirica. Ironia della sorte, abbiamo sottovalutato questo fatto e ci siamo sentiti dire che lo spettacolo era sold out da un pezzo e nemmeno mostrando il nostro eroico pass le ragazze della biglietteria hanno pensato di cambiare opinione. L’ufficio stampa del festival ci ha consigliato allora di presentarci all’entrata dieci minuti prima dell’inizio del film, per vedere se riuscivamo a strappare una poltrona foss’anche in prima fila. Nel frattempo, mentre maledico la mia idiozia per non aver pensato che un film rumeno selezionato a Cannes venisse vissuto qui come un tesoro nazionale, ci fiondiamo a Casa TIFF.

Recupero una Staropramen dark e corriamo al cinema Victoria per vedere The Wednesday Child che si rivela essere un magnifico film drammatico ungherese con una protagonista straordinaria grazie all’interpretazione pazzesca della giovane attrice Kinga Vecsey. Storia classica ma toccante con una giovane madre disposta a tutto pur di riottenere la custodia del figlio, nonostante la sfortuna, le attenzioni paranoiche e violente di un fidanzato machista e le fragilità della vita. Un film magnifico. Giusto il tempo di una pausa e siamo di nuovo in coda per Dogs. Dopo aver inutilmente tentato di muovere a pietà la ragazza della biglietteria, Silvia ha il colpo di genio e attendendo quasi fino all’ultimo, mostra poi con nonchalance il pass stampa alla maschera che dà il via libera. Figata! Faccio lo stesso e arriviamo dritti in prima fila.

Dogs, un film di Bogdan Mirica

Pochi istanti e comincia il film che racconta una storia nera e sporca, ambientata nella campagna rumena. Un noir in odore di western. Roman, un giovane di Bucarest, arriva nella campagna vicino al confine con l’Ucraina con la ferma intenzione di vendere la vasta e desolata terra ereditata dal nonno. Viene però avvertito dal vecchio poliziotto locale Hogas di come il nonno fosse un criminale e i suoi scagnozzi, guidati dal carismatico e crudele Samir, non abbiano intenzione di lasciare la terra e la loro attività di contrabbando. Senza arrendersi, Roman andrà incontro a uno scontro destinato a sfociare in una vertigine di violenza. E quel che colpisce è proprio la spietatezza con cui si snoda la vicenda, con alcuni colpi di coda maledettamente pulp che picchiano allo stomaco, vedi la scena dello scarpone…

In generale, Dogs non è un film perfetto ma proprio per questo conquista grazie a un’atmosfera epica, lenta che sa molto da Voglio la testa di Garcia tanto per capirci o magari The Getaway, sempre Peckinpah, sia ben chiaro.

In una storia in cui nessuno si salva e tutti, o quasi, finiranno all’inferno, Bogdan Mirica ridisegna un nuovo steccato per il noir, un po’ come aveva fatto Mirage l’anno scorso, segnando una nuova via per la crime story europea, e quasi come – se me lo permettete – ha cercato di fare Sugarpulp qualche tempo fa. Ci riesce, e non è cosa da poco. Al termine della proiezione e del dibattito – il regista era in sala – c’è tutto il tempo per andarci a gustare un fantastico Gulash Ungherese, un’esperienza che definirei para-sensoriale.

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